1. Workshop sul Paesaggio Sonoro
Nel corso del triennio 2010/2012 sarà proposto
un programma di workshop sulla ricerca sonora. Tale programma, frutto della
collaborazione tra progetto Rad’Art e l’Associazione svizzera FKL - Forum
Klanglandshaft - Sezione
Italia è articolato in otto workshop e gli artisti
coinvolti sono: Massimo Liverani;
Albert Mayr;
Stefano Zorzanello; Antonella Radicchi; Francesco Michi; Mechi Cena e Stefania Giametta.
Programma workshop 2010
Il paesaggio
sonoro si può considerare alla stregua dei quello
visivo, come un insieme di percezioni sensoriali soprattutto uditive che ci
forniscono informazioni sull'ambiente che ci circonda. Ambiente
in cui noi siamo contemporaneamente attivi e passivi. Tale paesaggio
sempre come quello visivo si evolve nel tempo secondo alcune modalità peculiari
che possono essere studiate e definite. Scopo di questo lavoro è quello di
tentare definire tali modalità, spiegare quindi come il fattore tempo influisce
sul suono di un ambiente e di come tutti gli esseri viventi contribuiscano
al cambiamento e ne siano ovviamente a loro volta influenzati. Mi baserò su
ricerche fatte da diversi studiosi, sulla mia esperienza ed inoltre su alcune
registrazioni fatte a Firenze durante alcune installazioni sonore in un parco
pubblico
2. TIME DESIGN WORKSHOP
Proposto da: Albert Mayr
Nel campo visivo-spaziale il design,
dunque la combinazione di criteri formali e funzionali nella progettazione, da molto
tempo è una realtà. Dallo spazzolino da denti fino all'automobile, dai prodotti
di stampa fino al divano nel soggiorno, l'aspetto dell'arnese anche più modesto
è ormai il risultato di un lungo e spesso costoso processo di progettazione.
Naturalmente quegli oggetti devono anche funzionare.
Ma cosa avviene nell'altra dimensione fondamentale della nostra esistenza,
il tempo? Qui valgono soltanto criteri funzionali. Si parla di time management, sprecare il tempo è considerato un peccato
mortale contro la produttività; nelle librerie e in rete abbondano i testi che
pretendono di aiutarci, finalmente, a gestire con efficienza il nostro tempo.
Ma è tutto qui? Non si può pensare che anche il tempo possa
essere gestito in modo soddisfacente, che procuri lo stesso piacere di una
zuppiera ben formata? È necessario che il tempo organizzato funzionalmente sia
spesso sgradevole o almeno assai noioso?
No, ed è questa l'ipotesi di fondo del workshop, solo una gestione del tempo dove
attiviamo la nostra creatività ci permette un uso ottimale del tempo.
Va bene, si dirà, ma cosa fare di
tutte quelle costrizioni temporali che ci affliggono? Certamente, quelle
costrizioni esistono e ce ne occuperemo, ma ci sono
anche numerosi spazi, o meglio, tempi liberi di quanto solitamente crediamo. E quando ci siamo resi conto come vogliamo gestire il nostro
tempo sapremo anche condurre meglio le negoziazioni temporali.
Dunque, piuttosto che time management, time design!
3. DI COSA PARLIAMO QUANDO PARLIAMO DI DESIGN ACUSTICO
Proposto da: Francesco Michi e Mechi Cena
Lo workhop è organizzato come una sorta di ipotetico brainstorming (organizzati in piccoli gruppi,
in due sedute di circa un'ora l'una) durante il quale vedremo come si può considerare
e (ed in che misura) progettare il nostro ambiente sonoro quotidiano.
Scandaglieremo e discuteremo sulla nostra memoria
acustica, le nostre esperienze ed i nostri gusti, cercheremo di capirne i
motivi, e
cercheremo di focalizzarci sulla nostra reale possibilità e capacità di
progettare un ambiente sonoro che ci piaccia.
Al di là della fattibilità delle nostre possibili progettazioni, lo workshop ha lo
scopo di indirizzarci ad interpretare i modo diverso il suono che comunque ci
circonda.
Lo workshop si concluderà con
una breve lezione/dibattito.
Programma workshop 2011
Durante
la storia suono e musica si sono sviluppate parallelamente allo sviluppo umano
ed hanno aiutato l'uomo nei vari processi di crescita sociale e comunicativa ma
entrambi sono stati utilizzati anche per scopi non
propriamente benefici. Durante il seminario traccerò
una breve storia della comunicazione sonora umana e di come sia stata in parte
utilizzata per imporre i volere dell'uno sull'altro e per soggiogare le persone
a cominciare del semplice alzare la voce, alle bande militari, alle discoteche per finire alle armi
acustiche. Darò anche nozioni di educazione al suono e
spiegherò gli effetti negativi quotidiani che il suono può avere su di noi in
modo da evitare il più possibile di inquinare acusticamente e di renderci la
vita più sana.
5. I TELEFONI CELLULARI COME UNA POSSIBILITA' DI INTERVENTO SUL PANORAMA SONORO
Proposto da: Francesco Michi e Mechi Cena
Si
potrebbe dire che la storia del paesaggio sonoro
umano, dunque del paesaggio sonoro da qualche migliaio di anni, è la storia
della tecnologia. I suoni nuovi, i ritmi nuovi che sono via via apparsi nel tempo
sono per lo più quelli degli utensili, strumenti, macchine (in senso lato) che
l'uomo ha progettato e realizzato e del loro uso nel corso dei millenni, dal
suono delle pietre che battono ritmicamente, alla catena di montaggio, alle
campane, alle macchine, agli strumenti elettrici ed elettronici, il paesaggio
sonoro cambia ed i suoni che ci circondano assumono nuovi significati e creano
nuove sintassi.
In
questo senso, la novità più interessante nel panorama sonoro odierno è forse il
telefono cellulare.
Il
telefono cellulare ha invaso il nostro modo di vivere e di comunicare, e forse
uno dei principali punti di interesse del telefono
cellulare è costituito proprio dalla sua invadenza.
I
segnali sonori dei cellulari si sovrappongono in pratica a qualunque paesaggio
sonoro, dal più inquinato al più vergine; ed è un fenomeno in un certo senso
inevitabile.
Questo workshop riguarda il telefono cellulare come di diffusore di
suoni, attraverso le sue suonerie.
È vero
che solitamente percepiamo le suonerie come irritanti ed inopportune, ma al di là di negare questo aspetto, che poi è in parte un
aspetto relativo all'educazione, se è vero che le suonerie rappresentano una
novità per il nostro paesaggio sonoro, è anche vero che questo, e la loro
inevitabilità, rappresentano in qualche modo un invito ad occuparcene , dal
momento che quando ne scegliamo una, o più d'una, sappiamo che stiamo
immettendo un suono in un ambiente, che siamo dunque responsabili attivamente
come compositori ed esecutori in quella grande composizione collettiva che è
mondo sonoro.
Durante
il workshop cercheremo di capire come comportarci
consapevolmente con le suonerie sia attaverso discussioni che componendone
alcune praticamente.
6. PAESAGGI SONORI DELLA CITTÀ
Proposto da: Stefania Giametta
Muovendo dall'ipotesi che ogni paesaggio sonoro è caratterizzato
da un'identità sonora, ovvero da un'insieme di suoni
che permettono di riconoscerlo, il workshop
propone, alle persone coinvolte, di costruire una descrizione condivisa- ovvero fondata su elementi il più possibile di senso collettivo - di alcuni
paesaggi sonori incontrati durante un'esperienza d'ascolto a loro proposta.
A
questo scopo il workshop mette a disposizione degli
interessati strumenti, teorici e pratici, attenti a fattori sensibili ed
esperienziali di un ambiente sonoro, insegnando loro a descrivere i luoghi
urbani non solo in base alla rumorosità o alla silenziosità ma attraverso le
sonorità che più li caratterizzano.
Il workshop si articola quindi in due fasi principali.
Una prima fase, centrata
su un'esperienza d'ascolto seguendo un percorso scelto in base a specificità
della morfologia fisica e sociale nei pressi della sede del workshop; fase in
cui all'ascolto dei suoni si aggiunge la loro registrazione;
una seconda fase, centrata sull'elaborazione delle
sonorità ascoltate e registrate, fase in cui si forniscono gli strumenti
adeguati per distinguere i suoni percepiti come figura dai suoni percepiti come
fondo.
In una
terza fase, il progetto può prevedere la produzione di un elaborato - solo
audio (nel caso in cui si lavora solo con i suoni) o audio - fotografico, (nel caso in cui si lavora anche con le
immagini) - capace di restituire le “identità sonore”
dei paesaggi sonori attraversati.
Programma workshop 2012
Proposto da:
Massimo Liverani
Spesso si parla di suono, di rumore e di
musica, ma raramente si cerca però di andare oltre, di capire e cercare di
interpretare cosa stiamo effettivamente ascoltando e come siano organizzati i suoni che ci
circondano. Mi rendo conto che ciò non sia facile
spesso infatti si danno per scontate troppe cose, o si cade in false
interpretazioni ingannati dai nostri stessi sensi.
In questo modo si perde di vista un po’ il
significato stesso del suono e del rumore e di come sia importante per la
nostra vita quotidiana e di come esso ci coinvolga, influenzi anche gli altri e tutto
quello che ci circonda.
Scopo di questo seminario è di cercare di
dare degli strumenti per valutare e rivalutare ciò, per cercare di capire
ed interpretare meglio i suoni,
per svelarne il messaggio e quello che ci comunicano, per difenderci da quelli dannosi e comprendere
quelli utili.
8. PAESAGGI SONORI IN AZIONE
Proposto da: Stefano Zorzanello ed Antonella Radicchi
An Emotional Journey: from
Scattered Points on the Surface of the Body, to the Heart, the Stomach and
the Inner Ear
OBIETTIVO DEL WORKSHOP è quello
di lavorare sull’identità del luogo (e su quella dei partecipanti al workshop al
tempo stesso), attraverso azioni di mappatura e ri-progettazione dell’ambiente
sonoro2 del territorio che prevedono il coinvolgimento diretto della gente del
posto.
Il workshop si articola su tre livelli che si intersecano e si completano a vicenda: i tre livelli
strutturano il workshop pur lasciandolo liberi i partecipanti di re-inventare,
durante le azioni, i margini e le possibilità di intervento ed espressione.
-
La mappatura sonora
emozionale
Procedere ad una mappatura sonora emozionale che recuperi attraverso il
suono l’identità del luogo: le sonorità mappate dovrebbero rimandare a paesaggi
interiori che si percepiscono associati in qualche modo al luogo o che il luogo stesso provoca in chi ascolta.
Attraverso l’elaborazione della mappa sonora emozionale, interattiva ed
open source, si intende dare avvio ad un Archivio
della Memoria Sonora e dei Paesaggi Interiori del luogo, che possa continuare a
vivere grazie a interventi e contributi successivi (provenienti per esempio da
studenti delle scuole locali, da turisti e/o tutti coloro che desiderino
lasciare un segno, una memoria).
-
Il rapporto con la
gente del posto
Raccogliere memorie, narrazioni, racconti legati alla vita quotidiana,
alla storia del luogo, ad un passato che rischia di andarsene senza lasciare
traccia.
La raccolta delle fonti orali e’ essa stessa una
forma di mappatura sonora emozionale: il materiale raccolto va ad arricchire l’
Archivio della Memoria Sonora e dei Paesaggi Interiori del luogo.
-
Il Progetto di
paesaggio sonoro
Progettare nicchie sonore: individuare cioè dei
punti nel territorio che offrano possibilità di intervento e di trasformazione
(reversibile).
La nicchia sonora restituisce alla fruizione
collettiva l’esperienza del paesaggio sonoro attraverso il racconto. È una
forma di ri-donazione al paesaggio e nel paesaggio stesso di una sua
espressione diretta e vissuta attraverso la verbalizzazione; attraverso la
nicchia sonora il paesaggio rappresenta se stesso e la
consapevolezza di ascoltarsi, e di potersi ascoltare in un modo in cui la
dimensione affettiva si svela, si fa paesaggio non più soltanto individuale ma
condiviso.